Da qualche giorno è stato pubblicato dalla Fitet il nuovo regolamento per le classifiche individuali. Già su vari social abbondano diverse polemiche.
Da una prima lettura non emerge certo un’esposizione chiara e semplice dei vari criteri.
Cercheremo di evidenziare alcuni aspetti:
nessuno vieta ad un atleta A con 8000 punti di giocare in D/3. Se vince in campionato contro un 3000 punti guadagna 6 pt. Se dovesse perdere invece contro un atleta B (3000 pt) nessun problema poichè li guadagna solo l’atleta B.
Quindi se B (3000 pt) vince con A (8000 pt) o con C (1000 pt) è la stessa cosa.
Ipotizziamo, specie a fine campionato, situazioni simili dove s’incontrano giocatori amici tra loro o di società gemelle e l’incontro può essere decisivo per promozioni o retrocessioni. In tal caso ci si può appellare esclusivamente al fragile equilibrio dettato dalla lealtà sportiva.
Ipotizziamo ora situazioni nei tornei specie nei gironi di qualificazione.
Ammettiamo che un incontro sia decisivo per la qualificazione al turno successivo. Non si esclude che due amici (non necessariamente della stessa società) trovano un accordo in modo che si qualificano entrambi a discapito di un altro atleta. Ipotesi non inverosimile dato l’irrilevante peso in termini di punti.
Se un’atleta partecipa nello stesso torneo a due manifestazioni diverse e, per ipotesi, vince il primo non ha alcun interesse a proseguire nell’altra manifestazione perchè gli verrebbe considerato solo il miglior risultato già ottenuto. Ossia ammesso che arrivi in finale (ad esempio perdente) gli viene considerato esclusivamente il risultato di 1° classificato già ottenuto.
Anche in tal caso potrebbe agevolare qualche amico già a partire dal girone di qualificazione.
In estrema sintesi non sono da escludere “biscotti” in quantità industriale.
